STATUTO

della «FAIP – I CODIBUGNOLI ONLUS»

Titolo I Costituzione – Sede – Scopo

Articolo 1 E’ costituita una associazione di rilevanza sociale e morale sotto la denominazione

«FAIP – I CODIBUGNOLI ONLUS».

Articolo 2 L’associazione ha sede a Firenze in Piazza dei SS. Gervasio e Protasio n. 13.

Articolo 3 Scopo esclusivo dell’associazione è quello di promuovere attività nei settori:

A) dell’assistenza sociale e socio-sanitaria a beneficio della popolazione tutta e con particolare attenzione alle persone svantaggiate, come previsto ai sensi della Circolare 168/E del 26 giugno 1988;

B) di formazione a beneficio delle persone svantaggiate,  come previsto ai sensi della Circolare 168/E del 26 giugno 1988;

L’associazione pertanto opererà, a titolo indicativo, nei seguenti ambiti:

  1. assistenza psicologica a persone con malattie e disabilità neurologiche e loro familiari;
  2. assistenza psicologica a persone con malattie oncologiche e loro familiari;
  3. assistenza psicologica a minori con malattie e disabilità relative allo “spettro autistico” e loro familiari;
  4. assistenza psicologica ad adolescenti in condizioni di disadattamento e/o devianza e loro familiari;
  5. assistenza psicologica a persone con disturbi post-traumatici da stress e loro familiari;
  6. attività di formazione, di counseling e di sostegno psicologico con personale socio-sanitario impegnato nell’assistenza diretta di soggetti svantaggiati;
  7. attività di formazione, di counseling e di sostegno psicologico con personale educativo impegnato con giovani svantaggiati;
  8. attività di formazione con operatori di associazioni non profit impegnati in prestazioni rivolte a persone svantaggiate.

Al raggiungimento dei propri fini l’associazione provvederà con ogni mezzo e così, a titolo semplicemente esplicativo, mediante la organizzazione di congressi, corsi di studio, comitati scientifici, seminari, concessioni di contributi e borse di studio, pubblicazioni di bollettini e opere scientifiche e divulgative sempre connesse con l’oggetto sociale ed escluso, in ogni caso, qualsiasi fine di lucro.

Nell’ambito della propria funzione di utilità sociale, l’associazione potrà stipulare convenzioni con Enti pubblici o privati per concorrere, al raggiungimento degli obiettivi previsti dal quadro legislativo socio-sanitario e socio-assistenziale, sia statale che regionale.

L’associazione potrà compiere tutte le operazioni mobiliari ed immobiliari che, a giudizio dei propri organi competenti, siano necessarie o anche solo opportune per il raggiungimento dei propri fini con esclusione di ogni intento speculativo e di ogni attività diversa da quella ad essa direttamente connessa.

Titolo II Patrimonio

Articolo 4 Il patrimonio dell’associazione è rappresentato dai contributi e quote degli associati, contributi e sovvenzioni di Enti pubblici, sottoscrizioni, liberalità e altre sovvenzioni spontanee elargite da Enti e privati.

Le sovvenzioni e i contributi delle Regioni e degli Enti locali saranno destinati esclusivamente a fini ed iniziative da realizzarsi nell’ambito dell’ente sovventore. I proventi derivanti dal patrimonio sono destinati ai fini dell’ associazione; insieme ad ogni altro introito non destinato ad aumentare il patrimonio, essi verranno utilizzati per sopperire alle spese di organizzazione e di gestione della associazione. Pertanto, è fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’ organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima e unitaria struttura.

Titolo III Associati

Articolo 5 Sono soci le persone o enti la cui domanda di ammissione verrà accettata dal consiglio e che verseranno, all’atto dell’ammissione, la quota di associazione che verrà annualmente stabilita dal consiglio.

Gli associati che avranno acquisito, nei confronti dell’associazione, o nella esecuzione degli incarichi loro affidati particolari benemerenze, potranno essere nominati dall’assemblea “Soci benemeriti”.

Gli associati il cui contributo eccede l’ammontare annuale fissato dal consiglio direttivo avranno la qualifica di “Soci sostenitori” per l’anno nel quale avranno corrisposto il contributo maggiorato.

Le persone che non siano associate, le quali abbiano acquisito particolari benemerenze nei confronti dell’Associazione, potranno essere nominate dal consiglio direttivo “Soci onorari”.

I soci che non avranno presentato per iscritto le loro dimissioni entro il 30 ottobre di ogni anno saranno considerati soci anche per l’anno successivo ed obbligati al versamento della quota annuale di associazione.

E’ comunque, esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.

Il diritto di voto spetta a tutti gli associati ordinari, sostenitori e benemeriti sempre che siano in regola con i pagamenti delle quote annuali dovute.

Articolo 6 L’appartenenza all’associazione cessa:

a) per dimissioni, che devono essere presentate per iscritto al consiglio direttivo

b) per decesso, qualora l’associato sia persona fisica;

c) per scioglimento, qualora l’associato sia persona giuridica o associazione di fatto;

d) per esclusione, che deve essere deliberata dal consiglio direttivo. L’associato la cui esclusione sia stata deliberata dal consiglio direttivo, può opporsi a tale delibera ricorrendo entro trenta giorni dalla data di notificazione di detta deliberazione all’assemblea. Tale ricorso dovrà essere posto all’ordine del giorno dell’assemblea ordinaria più prossima;

e) per morosità, qualora l’associato non abbia versato i propri contributi per due anni consecutivi.

Titolo IV Organi della associazione

Articolo 7 Gli organi dell’Associazione sono:

  1. l’assemblea degli associati;
  2. il Consiglio Direttivo.

Articolo 8 Le assemblee, legalmente convocate e costituite, rappresentano l’universalità dei soci. Le loro deliberazioni legalmente adottate obbligano tutti gli associati, anche se non intervenuti o dissenzienti.

Articolo 9 Le assemblee sono ordinarie o straordinarie. L’assemblea ordinaria è convocata almeno una volta all’anno entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale e comunque in qualsiasi momento qualora particolari esigenze lo richiedano.

Articolo 10 L’assemblea ordinaria delibera

  1. sulla nomina del consiglio direttivo;
  2. sull’approvazione del bilancio;
  3. sulla nomina degli associati benemeriti;
  4. sul ricorso degli associati esclusi;
  5. sulla responsabilità dei membri del consiglio direttivo;
  6. sulle linee programmatiche generali;
  7. su ogni altro argomento sottopostole dal consiglio direttivo.

L’assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto e su tutto quant’altro a lei domandato per legge.

Articolo 11 Le assemblee ordinarie e straordinarie sono tenute di regola presso la sede sociale, salvo diversa determinazione dell’organo amministrativo che può fissare un luogo diverso purché sito nel territorio dello Stato.

Le assemblee sono convocate mediante avviso di convocazione diretto a tutti gli associati per comunicazione al domicilio o sede risultante dai registri dell’associazione, contenente l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo dell’adunanza, sia in prima che in seconda convocazione, e delle materie almeno 8 giorni prima. Le assemblee devono comunque essere convocate quando ne facciano richiesta almeno un decimo degli associati.

Articolo 12 Le assemblee ordinarie in prima convocazione sono regolarmente costituite quando sia intervenuta più della metà degli associati. Le assemblee ordinarie in seconda convocazione dono regolarmente costituite qualsiasi sia il numero degli associati intervenuti. Le assemblee ordinarie, sia in prima che in seconda convocazione, deliberano con il voto favorevole della maggioranza dei votanti presenti o rappresentati per delega.

Articolo 13 Le assemblee straordinarie in prima convocazione sono regolarmente costituite quando sia intervenuta più della metà degli associati. Le assemblee straordinarie in seconda convocazione sono regolarmente costituite qualunque sia il numero degli associati intervenuti. Le assemblee straordinarie sia in prima che in seconda convocazione deliberano con voto favorevole espresso personalmente o per delega da almeno i due terzi dei soci presenti o rappresentati.

Hanno diritto di intervenire all’assemblea tutti i soci che siano in regola nel pagamento della quota annuale di associazione secondo quanto previsto dall’art. 5 ultimo comma. I soci possono farsi rappresentare da altri soci che non siano membri del consiglio direttivo.

Articolo 14 Le assemblee sono presiedute dal Presidente del Consiglio Direttivo e, in caso di sua assenza o impedimento, al Vicepresidente. In mancanza di ambedue le assemblee sono presiedute da una delle persone legalmente intervenute designata dalla maggioranza dei presenti. L’assemblea nomina un segretario per la redazione del verbale. Spetta al Presidente dell’assemblea dirigere e regolare le discussioni e stabilire le modalità e l’ordine delle votazioni. Dalle riunioni di assemblea verrà  redatto il verbale che dovrà essere firmato dal presidente e dal segretario.

Articolo 15 L’assemblea può svolgersi anche in più luoghi, audio e o video collegati, e ciò alle seguenti condizioni, delle quali deve essere dato atto nei relativi verbali:

  1. che siano presenti nello stesso luogo il Presidente ed il segretario della riunione, se nominato, che provvederanno alla formazione e sottoscrizione del verbale;

  2. che sia consentito al Presidente dell’assemblea di accertare l’identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell’adunanza, constatare e proclamare i risultati della votazione;

  3. che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi assembleari oggetto di verbalizzazione;

  4. che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti;

  5. che siano indicati nell’avviso di convocazione i luoghi audio e o video collegati a cura della associazione, nei quali gli intervenuti potranno affluire, dovendosi ritenere svolta la riunione nel luogo ove saranno presenti il presidente ed il segretario, se nominato.

In tutti i luoghi audio e o video collegati in cui si tiene la riunione dovrà essere predisposto il foglio delle presenze.

Articolo 16 L’associazione è amministrata da un consiglio direttivo composta di 5 (cinque) membri, che durano in carica 3 (tre) anni e sono rieleggibili. In caso di dimissioni o decesso di un consigliere, il consiglio alla prima riunione provvede alla sostituzione chiedendone la convalida alla prima assemblea.

Articolo 17 Il consiglio direttivo elegge nel suo seno il Presidente, un Vicepresidente, un Tesoriere, e un Segretario, dove a tali nomine non abbia provveduto l’assemblea dei soci.

Articolo 18 Il consiglio direttivo si riunisce tutte le volte che lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta da due consiglieri e comunque almeno una volta all’anno per deliberare in ordine al consuntivo e al preventivo e all’ammontare della quota sociale. Il Presidente fissa l’ordine del giorno. Le riunioni del consiglio direttivo saranno tenute nella sede dell’associazione o in altro luogo indicato nell’avviso di convocazione. Il detto avviso dovrà essere inviato ai membri del consiglio per posta raccomandata almeno 8 giorni prima della riunione o, in caso di urgenza, per telegramma almeno tre giorni prima.

Articolo 19 Il consiglio direttivo sarà presieduto dal Presidente o, in sua assenza, dal Vicepresidente. Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del consiglio e il voto favorevole della maggioranza dei presenti, in caso di parità prevale il voto di chi presiede. Delle riunioni del Consiglio verrà redatto, sull’apposito libro, il relativo verbale che verrà sottoscritto dal presidente e dal segretario.

Articolo 20 Le riunioni del consiglio direttivo si possono svolgere anche per audioconferenza o videoconferenza, alle seguenti condizioni di cui si darà atto nei relativi verbali:

a. che siano presenti nello stesso luogo il Presidente ed il segretario della riunione che provvederanno alla formazione e sottoscrizione del verbale, dovendosi ritenere svolta la riunione in detto luogo;

b. che sia consentito al presidente della riunione di accertare l’identità degli intervenuti, regolare lo svolgimento della riunione, constatare e proclamare i risultati della votazione;

c. che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi della riunione oggetto di verbalizzazione;

d. che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti.

Articolo 21 Il consiglio direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’associazione, senza limitazioni. Esso fissa il limite minimo degli importi annuali di associazione e procede pure alla nomina di dipendenti e impiegati e di consulenti scientifici determinandone la retribuzione, può incassare, amministrare, e devolvere le sovvenzioni e i contributi ottenuti dalle Regioni e dagli Enti Sociali. Il consiglio può delegare in tutto o in parte i suoi poteri ad eccezione di quelli non delegabili per legge, al Presidente o ad altri membri anche disgiuntamente determinando i limiti della delega.

Articolo 22 Il Presidente, ed in sua assenza il Vicepresidente, rappresenta legalmente l’associazione nei confronti dei terzi e in giudizio, cura l’esecuzione dei deliberati dell’assemblea del consiglio. Il tesoriere è responsabile della tenuta della contabilità dell’associazione, nonché della gestione e dell’impiego del patrimonio secondo le direttive del consiglio. Il segretario cura l’invio degli avvisi di convocazione delle assemblee e del consiglio, redige i verbali delle assemblee ordinarie e delle riunioni del consiglio, tiene in elenco aggiornato degli associati con i rispettivi indirizzi e svolge quelle altre funzioni che gli fossero affidate dal Consiglio e dal Presidente.

Articolo 23 L’appartenenza al consiglio cessa:

  1. per dimissioni che devono essere presentate per iscritto al presidente o al segretario;

  2. per decesso

  3. per decadenza, che si verificherà ogni qualvolta un consigliere non partecipi a tre riunioni del consiglio senza che la sua assenza sia giustificata da valido motivo. La deliberazione deve essere adottata dal consiglio.

Titolo V Bilancio Sociale

Articolo 24 L’esercizio sociale chiude al 31 dicembre di ciascun anno. Il primo esercizio sociale chiude a dicembre 2011. Alla fine di ogni esercizio sociale il Consiglio Direttivo compilerà il rispettivo bilancio, corredandolo da una relazione sull’andamento della gestione sociale. Detti atti saranno sottoposti per l’approvazione dell’assemblea ordinaria annuale.

Titolo VI Scioglimento

Articolo 25 In caso di scioglimento per qualunque causa dell’Associazione, il suo patrimonio verrà devoluto ad altre organizzazione non lucrativa avente il medesimo o analogo scopo o comunque ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della legge 23.12.1996 n. 662, salvo diversa disposizione imposta dalla legge.

Titolo VII  Rinvio

Articolo 26 Per quanto non previsto nel presente statuto si applicano le disposizioni del codice civile.