Il Mutismo Selettivo (MS) è una condizione di disagio caratterizzata da una persistente incapacità di alcuni bambini di parlare in specifiche situazioni sociali (per esempio all’asilo o a scuola) nonostante che le loro capacità di produzione e comprensione del linguaggio risultino adeguate agli scambi comunicativi verbali in altri contesti (per esempio a casa con i genitori).

Attualmente le cause del disagio sono sconosciute anche se risulta che alla base del MS vi sia il contributo di fattori genetici e ambientali ponendo le basi per un disturbo a genesi multifattoriale.
La letteratura clinica e di ricerca indica la presenza di un’interazione complessa di molteplici fattori neurobiologici e psicologici. Tra questi risultano importanti le relazioni familiari, eventi stressanti e caratteristiche di sviluppo specifiche dei bambini. Molti studi indicano una stretta relazione tra MS, ansia e depressione.
La logica dell’intervento è quindi quella di sviluppare le risorse personali presenti nel bambino con nuovi apprendimenti. Il bambino, quindi, è libero di scegliere come comunicare, per es. con la musica, il gioco, il disegno e il terapeuta rispetta i suoi tempi e le sue scelte.


La F.A.I.P. – I Codibugnoli Onlus, propone un modello di intervento che deriva dalle conoscenze scientifiche attuali dei processi di Evolutività, Affettività, Intersoggettività ed Esperienzialità (EAIE) (Egiziano, Ridolfi e Ulivi, 2011; Iannelli, Egiziano e Menoni, 2011; Menoni, 2011a, 2011b; Menoni et al., 2011, 2012, 2014; Menoni e Iannelli, 2011; Ridolfi, Ulivi e Fressoia, 2011). Essi sono strettamente connessi con quelli di sviluppo, riparazione e di cambiamento che sono attivi nella normale evoluzione della vita.
Per questi motivi il lavoro terapeutico con i bambini con Mutismo Selettivo consiste in un’esperienza di relazione affettivamente regolata con il terapeuta caratterizzata da un senso di sicurezza, di piacere, di curiosità e di libertà. Nella letteratura sulla psicoterapia dell’infanzia, questi processi di riparazione e sviluppo sono qualificati come “affetti vitali” (Stern, 1985).
Questa condizione consente di promuovere nel bambino la possibilità di affrontare i propri disagi con processi di adattamento nuovi e positivi.
In definitiva la terapia fa crescere nuove reti cerebrali che consentono di superare i blocchi e le disfunzioni precedenti.
Le ricerche mostrano come queste modalità terapeutiche attivino processi psicobiologici di riparazione e sviluppo. Pertanto, il ricorso all’uso di farmaci ansiolitici e/o antidepressivi non è sempre necessario. Essi possono talora ridurre la sintomatologia ma non aiutano di per sé i processi dello sviluppo neuropsicologico.
Il progetto della FAIP I Codibugnoli Onlus prevede un lavoro in rete che veda la collaborazione di scuole, genitori ed alunni per individuare ed eventualmente intervenire sul disagio.


Tramite le fasi di indagine scolastica, sensibilizzazione degli insegnanti e dei genitori, ed osservazioni del gruppo classe la FAIP si propone di:


– facilitare l’individuazione di bambini con MS;
– favorire una diagnosi-intervento precoci;
– fornire delle ipotesi di buoni comportamenti da assumere;
– intervenire in concerto con genitori, scuola e gruppo classe.