Scheda descrittiva

Oggetto: gruppi clinico-terapeutici con pazienti in riabilitazione psichiatrica

Destinatari: utenti dell’Associazione Riabilita Onlus

Associazione partner: Associazione Riabilita Onlus

Numero incontri: 15

Luogo: via del vecchietta, 30 – Siena

Psicoterapeuti: 1

Ore totali: 60

 

 Obiettivi

Obiettivi per i singoli partecipanti:

  • aumento di consapevolezza sui propri disagi;
  • acquisizione di strategie più adattive per affrontare le crisi;
  • maggiore consapevolezza dei propri limiti e delle proprie risorse;
  • aumento delle capacità di resilienza psicologica

Obiettivi per il gruppo:

  • crescita della percezione di sicurezza all’interno del gruppo in termini di “fidarsi” e “affidarsi” reciprocamente;
  • capacità di auto-sostegno (self-help): il gruppo diventa un insieme di risorse e non di problemi.

Obiettivi per singoli operatori.

Raggiungimento livelli medio-alti di abilità di:

  • consapevolezza emotiva dei processi di distress e di sostegno;
  • regolazione affettiva intrapersonale ed interpersonale
  • resilienza psicologica in situazioni critiche di assistenza psicosociale

 

Descrizione degli interventi

All’interno dei percorsi individualizzati di reinserimento sociale per i soggetti del territorio in situazione di disagio psichiatrico stati inseriti gruppi clinico-terapeutici per aiutare gli utenti per affrontare i disagi derivanti dalla condizione psichiatrica e dalle situazioni di emarginazione sociale che caratterizzano l e loro vite.

Partecipano al gruppo adulti provenienti da Siena, dalla Valdelsa e dalla provincia di Firenze.

Il gruppo guidato da uno psicoterapeuta della FAIP è formato da circa 12-20 utenti e da 2 operatori dell’Associazione che si alternano in base agli orari di lavoro.

Seguendo una metodologia di lavoro “in the group” le persone-partecipanti sono protagoniste attive della loro esperienza e delle loro narrazioni e decidono cosa e quanto condividere di sé all’interno del gruppo. Il percorso del gruppo e della singola persona-partecipante si basa principalmente, oltre che sull’esperienza, sull’ascolto e la condivisione con gli altri.

Il gruppo, insieme al trainer, costruisce le condizioni adatte per lo sviluppo dei processi di autorganizzazione dei singoli partecipanti. Esse sono primariamente la percezione affettiva personale di sicurezza e l’attenzione intenzionale (accorgersi dei propri processi interni ed esterni) che consentono processi esplorativi guidati dalla curiosità di “procedere lungo” la propria esperienza.

Per affrontare le criticità legate alle condizioni di patologia e alla propria esperienza personale, familiare e sociale occorre una percezione di sicurezza dei confini personali in quanto la stabilità esperita delle condizioni confinarie (sicurezza dei propri confini personali) è un prerequisito per affrontare le instabilità critiche.

Questa condizione di sicurezza percepita è necessaria per poter riflettere sui propri processi di abitudine e di condizionamento che spesso “in automatico” guidano la vita e talora la rinchiudono in stretti anelli di funzionamento rigidi e ripetitivi di cui la sintomatologia è un epifenomeno.

Le persone-partecipanti sono guidate dalla ricerca interpersonale collaborativa delle risorse disponibili e possibili attraverso la promozione di capacità di attenzione e di relazione con se stessi e con gli altri, riferite sia ai processi percettivi “alternativi” rispetto alle abitudini sia ai processi affettivi

Le sequenze di narrazione autobiografica, in quanto processi di interconnessione, di regolazione affettiva e di costruzione di complessità, hanno caratteri essenzialmente personali e unici. Il gruppo rispetta i tempi e i ritmi di espressione e di presa di consapevolezza affettiva dei singoli partecipanti nel loro racconto.

Il compito del trainer è quello di validare le sequenze, promuovere la presa di consapevolezza dei propri comportamenti, pensieri ed emozioni e favorire l’apprendimento di strategie alternative più efficaci per affrontare e gestire in maniera più adattiva le crisi.

 

Conclusioni

I gruppi sono stati per gli utenti un buon modo per iniziare ad affrontare i propri disagi, spesso innescati dalla psicopatologia presente, insieme ad altre persone che si trovano in situazioni simili.

Esprimere i propri disagi, riconoscere i propri limiti e le proprie risorse e condividere storie personali di vita con altri è stato un buon punto di partenza per elaborare le proprie criticità e imparare nuovi modi per affrontarle.

Vista la numerosa partecipazione degli utenti e la complessità delle tematiche presentate la FAIP I Codibugnoli e l’Associazione Riabilita hanno stabilito accordi per proseguire insieme il loro percorso di aiuto.