“Il gioco dei sensi e degli affetti”
Progetto di sensibilizzazione sulle disabilità visive
Per allievi ed insegnanti delle scuole secondarie
di primo e secondo grado

Introduzione

Il progetto ”il gioco dei sensi e degli affetti” nasce dalla collaborazione maturata negli anni tra i professionisti della FAIP e i soci dell’UICI.
L’idea di fondo che ha guidato il progetto è stato quello di costruire percorsi alternativi alla vista in modo da avvicinare, anche se per un tempo limitato, le persone normodatate ad un mondo privato della vista.
La sensibilizzazione sul tema della visibilità visiva risulta necessaria per la costruzione di una società capace di integrare il diverso ed imparare a crescere anche attraverso le differenze.
La scuola rappresenta il luogo di eccellenza dove i processi di integrazione, differenziazione ed inclusione possono essere promossi e ricercati ponendo le basi per uno sviluppo adulto più aperto ad accettare l’esistenza anche del “diverso” nella consapevolezza di essere comunque tutti “diversamente unici”.
Gli studi in ambito scientifico mostrano che i processi di apprendimento e di crescita di complessità procedono secondo modalità esperienza-dipendente sia nei singoli sistemi-persona sia nei sistemi-gruppo. Essi crescono insieme in una relazione reciproca in cui la possibilità di sviluppo positivo è funzione dei processi di scambio di storie, significati, gesti, oggetti, a condizione che siano valorizzati da ciascuno.
Sulla base di queste conoscenze è proposto un percorso formativo che attraverso l’esperienza diretta, il dialogo e l’incontro, promuova la scoperta di metodi più efficaci e adattivi per relazionarsi con gli altri.

Partner
Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti (U.I.C.I.)

Destinatari

 

  • Insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado
  • Studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado

 

Area d’intervento
Scuole secondarie di primo e secondo grado

Durata
8 ore

Obiettivi generali

 

  • Sensibilizzazione sulle disabilità visive;
  • fornire conoscenze sulle disabilità visive.

 

Obiettivi specifici

  • promuovere una maggiore consapevolezza dei propri processi percettivi-affettivi-cognitivi attraverso l’uso dei sensi alternativi alla vista (tatto, udito, olfatto, movimento);
  • fornire indicazioni di modalità relazionali adeguate nell’interazione con le persone non vedenti e ipovedenti;
  • aumentare le capacità individuali di rapportarsi ai bisogni delle persone non vedenti ed ipovedenti.

Metodologia

Saranno organizzati seminari teorico-esperienziali nelle scuole secondarie di primo e secondo grado della Regione Toscana all’interno dei quali verranno fornite conoscenze aggiornate sulle disabilità visive e saranno proposti percorsi esperienziali di “gioco” nei quali sarà possibile sperimentarsi in prima persona in condizione di cecità.
Il lavoro proposto riguarda sequenze relazionali in cui la persona può riconoscere e condividere con altri quali sensi alternativi alla vista ha a disposizione e, quindi, esplorarli in una condizione di libera scelta. Esso è orientato alla promozione delle capacità di attenzione e di relazione con se stessi e con gli altri riferite, in particolare, ai processi percettivi “alternativi” rispetto alle abitudini e ai processi affettivi.
Il razionale dell’intervento formativo è quello di fare esperienza, in prima persona, dei limiti dettati da una condizione di non visione e delle risorse personali, spesso trascurate, a cui potersi affidare per muoversi nel mondo.
A titolo esemplificativo di seguito sono riportate alcune fasi del percorso:

  • Esperienza di sensi alternativi alla vista: il gioco “Teatro dei sensi e degli affetti” propone di godere dei sensi alternativi alla vista per qualche minuto e fare esperienza di risorse personali, non sempre sfruttate appieno, che permettono comunque di “esistere” e “muoversi” nel mondo.
  • Esperienza di contatto. Le persone saranno invitate a comunicare attraverso il tatto prestando un’attenzione consapevole a quello che accade durante questa esperienza.
  • Esperienza di ritmo e movimento: ricerca di sintonizzazione con l’altro entrando in interazione reciproca e provando a stabilire dei ritmi comuni di movimento.
  • Esperienza mutua di dare fiducia ed affidarsi: saranno formate delle coppie con competenze sensoriali diverse. Le persone a turno proveranno a farsi guidare nel movimento lungo un percorso di spostamento nello spazio ambiente.
  • Esperienza di condivisione: verso la fine di ogni incontro ci sarà un ampio spazio di condivisione delle esperienze affettive-sensoriali vissute con lo scopo di far crescere le possibilità relazionali sia in senso intrapersonale che interpersonale, cioè con sé e con gli altri.

Solo attraverso un apprendimento esperienza-dipendente è possibile riconoscere, condividere e sperimentare, anche se per una piccola frazione di tempo, le difficoltà che si presentano nella condizione di cecità e provare a costruire relazioni di supporto più efficaci e tarate sulle difficoltà dell’altro.
I seminari si svolgeranno con una prima parte teorica nella quale i professionisti della F.A.I.P. – I Codibugnoli Onlus, insieme ai soci dell’UICI, presenteranno “le varie sfaccettature del non vedere”
In una seconda saranno proposti percorsi esperienziali in condizione di non visione.
Questo aprirà la possibilità di discutere sulle esperienze lasciando ampio spazio ai partecipanti per condividere le loro esperienze dirette.

Contenuti
I contenuti del percorso formativo teorico-esperienziale sono:

 

  • barriere architettoniche;
  • ausili;
  • bisogni della persona non vedente;
  • risorse e limiti delle persone non vedenti ed ipovedenti.
  • processi di relazionalità;
  • processi di attenzione-consapevolezza prcettivo-affettivo-cognitiva

 

Indicatori

 

  • questionari verifica apprendimento delle nuove conoscenze;
  • questionari di gradimento.

 

Risultati attesi

 

  • sensibilizzazione della scuola sul tema delle disabilità visive;
  • aumento delle conoscenze specifiche sulla non visione;
  • promozione di comportamenti più efficaci nell’interazione con persone non vedenti o ipovedenti;
  • migliore utilizzo delle risorse personali e di gruppo per offrire un aiuto concreto ed efficace.